Ho pensato molto a questa faccenda... lasciando che i miei pensieri si proiettassero come il raggio di un faro. Ma luce non ne ho intravista molta. Anzi... sempre più buio!
Un buio che stringe e soffoca tutto e tutti.
Un buio che, per chi in questa oscurità è caduto vivendo esperienze terribili e devastanti, rinnova continuamente dolori e domande.
Già. Le domande... Quelle che si vorrebbe urlare contro il cielo fino a svuotare i polmoni e a rimanere afoni, per poi cercare una tana nella quale rintanarsi e lasciarsi sommergere.
Ma non si può. Perchè nonostante lo strazio non perdiamo la consapevolezza di dover vivere. Per noi, per chi amiamo e ci ama. E per riuscire un giorno ad avere quelle risposte che ci devasteranno loro stesse tanto quanto le domande che continuiamo a fare.
Bene lo sa Ornella... bene lo sanno i familiari di quanti si sono persi, sono stati persi, nel pozzo senza ritorno delle maglie di un sistema che dovrebbe armonizzare la vita e talvolta si inceppa e dà la morte.
Bene lo ha saputo Maria di Nazareth...
Bene lo sanno ora anche i familiari di Stefano Cucchi...
Della prima non viene nemmeno raccontato se avesse cercato di fare domande. Eppure una domanda riassume in sè le motivazioni che hanno portato all'uccisione di suo Figlio. La pone, a se stesso più che a chiunque altro (secondo il racconto Evangelico) Ponzio Pilato, rappresentante del Sistema del tempo: Che cos'è la verità?
Per il caso attualissimo della morte di Cucchi, invece, il Sistema non perde tempo in domande. Preferisce dare risposte, giustificazioni e sentenze. Affidandole a un suo rappresentante. Tale Giovanardi. Uno dei componenti di questo governo che si schiera compatto con i poteri ecclesiali a difesa del crocifisso e poi inchioda Cristi umani e reali alle croci della vita. Un governo che scende in trincea per garantire l'alimentazione (peraltro meccanica e forzata) di una cittadina italiana ma lascia morire di inedia un altro cittadino, probabilmente in base a una graduatoria di interessi che lascio che ciascuno stili da sè.
Tanto... era uno scomodo.
Non riporto le frasi del citato meschinissimo individuo. Mi parrebbe di sporcare il mio blog... e comunque tutti ne abbiamo sentito parlare.
Di mio dico solo una cosa.
Più ci penso e più mi viene voglia di chiedere scusa alle troppe mamme che hanno dovuto subire lo strazio più innaturale che ci sia. Più ci penso e più vorrei solo poter piangere con loro... sul loro dolore e sulla nostra fatica di vivere.
Un buio che stringe e soffoca tutto e tutti.
Un buio che, per chi in questa oscurità è caduto vivendo esperienze terribili e devastanti, rinnova continuamente dolori e domande.
Già. Le domande... Quelle che si vorrebbe urlare contro il cielo fino a svuotare i polmoni e a rimanere afoni, per poi cercare una tana nella quale rintanarsi e lasciarsi sommergere.
Ma non si può. Perchè nonostante lo strazio non perdiamo la consapevolezza di dover vivere. Per noi, per chi amiamo e ci ama. E per riuscire un giorno ad avere quelle risposte che ci devasteranno loro stesse tanto quanto le domande che continuiamo a fare.
Bene lo sa Ornella... bene lo sanno i familiari di quanti si sono persi, sono stati persi, nel pozzo senza ritorno delle maglie di un sistema che dovrebbe armonizzare la vita e talvolta si inceppa e dà la morte.
Bene lo ha saputo Maria di Nazareth...Bene lo sanno ora anche i familiari di Stefano Cucchi...
Della prima non viene nemmeno raccontato se avesse cercato di fare domande. Eppure una domanda riassume in sè le motivazioni che hanno portato all'uccisione di suo Figlio. La pone, a se stesso più che a chiunque altro (secondo il racconto Evangelico) Ponzio Pilato, rappresentante del Sistema del tempo: Che cos'è la verità?
Per il caso attualissimo della morte di Cucchi, invece, il Sistema non perde tempo in domande. Preferisce dare risposte, giustificazioni e sentenze. Affidandole a un suo rappresentante. Tale Giovanardi. Uno dei componenti di questo governo che si schiera compatto con i poteri ecclesiali a difesa del crocifisso e poi inchioda Cristi umani e reali alle croci della vita. Un governo che scende in trincea per garantire l'alimentazione (peraltro meccanica e forzata) di una cittadina italiana ma lascia morire di inedia un altro cittadino, probabilmente in base a una graduatoria di interessi che lascio che ciascuno stili da sè.
Tanto... era uno scomodo.
Non riporto le frasi del citato meschinissimo individuo. Mi parrebbe di sporcare il mio blog... e comunque tutti ne abbiamo sentito parlare.
Di mio dico solo una cosa.
Più ci penso e più mi viene voglia di chiedere scusa alle troppe mamme che hanno dovuto subire lo strazio più innaturale che ci sia. Più ci penso e più vorrei solo poter piangere con loro... sul loro dolore e sulla nostra fatica di vivere.























